domenica 7 settembre 2008

Allegoria di Re Mida (La Calunnia)



Per gli alchimisti la giusta azione (il dharma) è prodotta dalla combustione di desiderio (lo Solfo) con l'intelligenza di dare significato a tutto ciò che accade (il Mercurio). Per i filosofi greci la capacità di dare un significato alla vita (il Sale), anche nelle sue espressioni più banali, deriva dalla volontà di considerare ogni evento, fatto o accadimento, seppur casuale, dotato di uno scopo. Tale volontà sembrerebbe a prima vista irrazionale, ma non lo è, perchè anch'essa è dotata di uno scopo che non possiamo comprendere nell'immediato, ma solo dopo un certo numero di esperienze.

Mentre l'intelligenza si produce incessantemente nella ricerca dei significato più adeguati a ogni particolare accadimento, al punto da considerare ogni frammento di realtà dotato di un preciso valore in relazione al Tutto, avviene un progressivo fenomeno di trasmutazione della mente. Un pò alla volta, giorno dopo giorno, la mente diventa sempre più fluida e stabilisce relazioni sempre più originali e complesse tra ciò che accade, la vita dei sentimenti e il mondo degli affetti. Un pò alla volta si comprende che le cose avvengono per qualcosa. Hanno una intenzionalità che "dobbiamo" riuscire a decifrare e decodificare.

L'intero processo di decifrazione dei fenomeni e di decodificazione dei significati dà origine all'Arte Alchemica, e cioè alla capacità estetica della mente (Venere nuda) di nutrire di significati emotivi, affettivi, sentimentali (la Piccola Opera) e poi di significati esistenziali, evolutivi e spirituali (La Grande Opera) ogni tipo di relazione che instauriamo con il mondo esterno e con noi stessi. L'effetto della trasmutazione è che la mente logica (il mercurio dominato dal tamas) diventa sempre più luminoso (il rajas), fino a diventare come l'argentum vivum (il sattva). Giungendo allo stadio più fluido la mente logica acquista una nuova funzionalità collegata alle esperienze spirituali, e diventa translogica. E' dopo un intenso lavoro di ricerca dei significati che Mercurio mette le ali e trasmuta in Hermes, il messaggero degli Dei. Non importa se siamo riusciti a comprendere lo scopo profondo delle esperienze, il telos, il fine ultimo. Ciò che conta è che la mente è cambiata e che siamo capaci di produrre immagini e parole, simboli e metafore, emblemi e allegorie, per dare forma concreta alle intuizioni dell'anima.

Solo così la mente rimane al servizio dell'anima, ne rimane una fedele amica per tutta la vita.

Se invece sviluppiamo la mente e la trasformiamo in intelletto razionale finalizzato a realizzare gli scopi dell'ego, allora diventiamo vittime della mente, succubi di pensieri, ossessioni e strategie che ci distolgono dal senso autentico della vita, considerato il Sale dei filosofi.

Per l'Arte Alchemica orientale la trasmutazione dei fattori mentali inferiori (tamas/prigrizia, indolenza, apatia) in desiderio di conoscenza (rajas/attenzione, concentrazione, focalizzazione) e illuminazione della "Mente d'oro" (Sattva/intuizione, proiezione e immaginazione creativa) avviene compiendo un "percorso artistico" che non ha niente a che fare con le prescrizioni religiose della "rinuncia, dell'abbandono o della compassione" o con le regole della razionalità speculativa

Il programma pedagogico dell'Arte Alchemica definito da Sandro Botticelli nell'Allegoria di Re Mida, si sviluppa in tre fasi:


1. Espansione delle qualità della percezione (Elixir Rubeum) fino alla definitiva "conversione" nello sguardo dell'Anima. Ciò avviene attraverso l'alchimia della percezione critica, sensoriale e razionale. Al termine di questa prima fase l'alchimista percepisce che la realtà è costellata di significati da decifrare e di simboli da decodificare. La mente diventa fluida, luminosa, capace di discriminare tra Verità ( Venere) e Calunnia (la donna che trascina in giudizio un uomo nudo) e di capire le cause che accecano le facoltà di giudizio (Livore, l'uomo che punta due dita verso gli occhi di Re Mida).

2. Evoluzione delle capacità di apprendimento attuata attraverso le modalità della percezione, della contemplazione e della meditazione. Il punto di arrivo è la comprensione delle verità nascoste (Frode orna i capelli di Calunnia), delle verità visibili e invisibili (Ignoranza e Sospetto) e infine delle verità spirituali (Penitenza vestita di nero) che rimangono occultate dietro l' imponente "architettura sociale" ( i tre archi dipinti da Botticelli conducono alla percezione dell'Unica Verità, la Venere nuda con l'indice puntato verso l'alto)

3.Trasformazione della coscienza ordinaria, influenzata dalla dualità insita nei meccanismi subconsci della percezione e della conoscenza, nella coscienza creativa di Re Mida, emblema dell'individuo capace di trasmutare la mente e comprendere il significato simbolico delle esperienze che costellano la Realtà quotidiana. Attraverso lo svuluppo dell'intuizione e della capacità di interpretare i fenomeni e gli accadimenti della vita, l'alchimista raggiunge stadi sempre più evoluti di comprensione e non di erudizione. La comprensione della vita rappresenta il potere di Re Mida di trasformare ogni esperienza apparentemente priva di significato (il piombo saturnino) in Oro, simbolo dell'intelletto omnicomprensivo (olistico) dell'anima.

Verità e Penitenza



- Il sociologo Edgar Morin, una delle figure e autorità morali più prestigiose della cultura contemporanea, ha consacrato gran parte della sua opera ai problemi della "riforma del pensiero" e alla divulgazione di una conoscenza "pertinente l'uomo". (definibile come eco-bio-psico-sociologia)

- L'artista Sandro Botticelli, una delle figure e autorità morali più prestigiose della cultura del suo tempo, ha consacrato tutta la sua opera a trasmettere i fondamenti spirituali che emergono da una conoscenza "pertinente l'uomo" (Alchimia)

- Edgar Morin, rispondendo a una proposta dell'Unesco di definire un modello di "educazione per un futuro vivibile", propone sette saperi "fondamentali" che l'educazione dovrebbe trattare in ogni società e in ogni cultura.

- Sandro Botticelli, sollecitato dalla famiglia fiorentina Segni a rendere 'espliciti' i principi educativi 'contenuti' in un dipinto di Apelle, il più famoso artista dell'antichità vissuto nel IV secolo A.C, rielabora in una tempera di cm 62x91, i sette saperi necessari che l'individuo (Re Mida) dovrebbe acquisire nel proprio "giudizio" (discriminazione) per non assere accecato dalle proprie passioni e pulsioni (Livore)

I sette saperi:
1. La cecità della conoscenza (Re Mida accecato dalle dita che Livore gli punta negli occhi)

2.I principi di una conoscenza pertinente (Livore tiene Calunnia per un braccio)

3. insegnare la condizione umana (Ignoranza e Sospetto sussurrano cattivi consigli nelle orecchie d'asino di Re Mida)

4.Insegnare l'dentità terrestre (Frode e Invidia ornano i capelli di Calunnia)

5. Affrontare le incertezze (Calunnia trascina un uomo nudo con le mani congiunte e i piedi incrociati)

6.Insegnare la Comprensione (Penitenza, una vecchia ammantata di nero appoggiata su un bastone simbolo di esperienza, rivolge la testa verso Venere).

7. L'etica del genere umano (Venere nuda, dipinta da Botticelli con l'indice rivolto verso l'alto, è il simbolo della Verità che emana dall'esperienza dei sentimenti morali, dei valori etici e dei principi spirituali che emergono dalla trasformazione dell'energia sessuale- biopsicospirituale in consapevolezza di sé, autoconoscenza, emozione e creatività)

Le autorità morali, etiche e spirituali incarnano modelli di trasformazione dell'energia interiore che si "dispiega" completamente attraverso i "sette saperi" (la lunga treccia di capelli rossi di Venere cha parte dalla nuca e giunge fino al pube)

Questi "sette saperi", uguali in oriente come in occidente, rappresentano il fondamento pedagogico dell'Alchimia universale che sintetizza un processo di trasformazione dell'identità egocentrica in identità umana (Gesù/Krishna) e spirituale (Cristo/Shiva).

I "tre mondi" dell'Alchimia (cristiana e buddhista) sono rappresentati da Botticelli dalla triplice architettura che si vede nello sfondo del dipinto, mentre le numerose statue presenti nelle pareti individuano i modelli (autorità e gerarchie) che incarnano una o più fasi della trasformazione.

In forme letterali e didascaliche rispetto a Botticelli, Edgar Morin sintetizza lo stesso pensiero in tre libri: "I miei demoni" (1998) , "I sette saperi" (1999) e "la testa ben fatta" (2000) e individua nell'Arte uno degli strumenti più efficaci per trasmettere la conoscenza pertinente l'uomo e, per chi ha occhi per "sentire", l'esperienza di principi morali, etici e spirituali altrimenti difficili da comunicare al di fuori del linguaggio religioso, mistico, esoterico e trascendente peculiare dell'elaborazione "monocerebrale" della conoscenza (parole prive di immagini o immagini prive di simboli).


N.B. Nel contesto culturale di Botticelli l'immagine di Calunnia assume significati molto ampi ed espressivi. In polemica con l'uso della parola, del verbo e delle leggi come strumento di dominio, manipolazione, suggestione e persuasione (l'erudizione biblica dei religiosi, la competenza autoreferente dei politici, l'autorità contradditoria dei legislatori, le maldicenze degli invidiosi e degli ignoranti), Botticelli ravvede in Calunnia il "braccio armato" della "conoscenza condivisa" (gli intellettuali asserviti al potere egemone) che ha il compito di trascinare il "consenso" e influenzare le decisioni che riguardano la collettività.
Riferita ai giorni nostri la "Calunnia" è l'archetipo del potere mediatico di giornalisti, critici, intellettuali, politici, scrittori e opinion leder, capace di mimetizzare i sentimenti deteriori della "Frode e dell'Invidia", colpevoli di operare nel contesto dell'informazione, della cultura e dell'educazione completamente alieni da scrupoli morali e riflessioni etiche.